La musica nel cinema e nella televisione


Ennio Morricone, Franco Piersanti, Roman Vlad, Sergio Miceli
e Pasquale Santoli 
presentano il volume La musica nel cinema e nella televisione, a cura di Roberto Giuliani
Mercoledì 12 dicembre, ore 18, Sala Accademica del Conservatorio "S. Cecilia", Roma, via dei Greci 18.

Quarta di copertina. Potrà sembrare strano ma, nonostante l’attenzione costante puntata sui media in Italia, nessun libro si era sinora occupato in maniera così ampia e documentata dei rapporti tra musica e cinema, musica e documentario, musica e televisione.
Per il cinema, convinti della valenza estetica della musica per film dentro e oltre la pellicola, se ne indagano in maniera articolata i vari aspetti. Legando l’analisi ai contesti cinematografici culturali e politici, è dapprima disegnato il panorama storico della musica per film, per poi analizzare nello specifico i film biografici e i film operistici, le relazioni con registi come Antonioni e Pasolini, la produzione musicale, tra gli altri, di Rota, Morricone, Manzoni, Nono, Berio, Maderna, Gelmetti, Macchi, Piovani, Piersanti, Crivelli.
Un filone di ricerca del tutto nuovo riguarda i documentari, a partire dalla ricognizione completa dell’attività dell’Istituto Luce, con i suoi filmati di propaganda, di svago, culturali, sportivi, autoriali, sperimentali, per passare, fino agli anni Settanta, alle sceneggiature sonore dei generi paesaggistico, artistico, industriale-scientifico, antropologico, testimoni dell’estetica del periodo, dell’oggetto documentato, dell’immaginario collegato e della sua memoria.
Nuova è anche la terza parte, all’interno della quale, ricostruendo una storia della programmazione musicale nella televisione italiana, e avvalendosi delle oltre diecimila trasmissioni rintracciate, si prendono in esame i diversi formati nei quali la musica è stata declinata in video, anche interrogandosi sui suoi destini. Chiudono il volume due saggi sulla didattica musicale in tv e sulle trasmissioni musicali di Fuori orario, il tutto a riprova di come una maggiore presenza qualificata della musica non possa che migliorare il quadro della diffusione della cultura attraverso i mass media.

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